Nuova Tesla Model Y Long Range

 La Tesla Model Y può essere considerata come la versione suv della berlina elettrica Model 3: la plancia è la medesima, così come gran parte degli interni e della meccanica. Lunga 478 cm e alta 160 , è offerta nella versione Long Range da 351 CV, con 507 km di autonomia media dichiarata e in versione Performance da 462 CV, 480 km di autonomia e uno “0-100” in soli 3,7 secondi.

Di serie per la sicurezza la Tesla Model Y offre molto: frenata automatica d’emergenza, monitoraggio dell’angolo cieco, cruise control adattativo, centraggio in corsia e tanto altro (l’insieme è quello che la Tesla chiama Autopilot).

Molto spaziosa, la Tesla Model Y offre parecchi centimetri per le gambe e sopra la testa. Al pari della Model 3, la pulizia delle linee domina l’interno: gli unici comandi fisici sono quelli delle “quattro frecce” (nel soffitto) e le rotelle cliccabili sul volante (che si usano anche per regolare specchietti e volante). Praticamente tutto il resto si gestisce dallo schermo centrale di 15”, dalla reattività senza pari nel mondo automobilistico.
Persino le bocchette dell’aria della Tesla Model Y si regolano dal display .

Non convenzionale neppure il sistema multimediale della Tesla Model Y: mancano Android Auto e Apple Carplay, però di serie ci sono funzioni impossibili da trovare su auto di altre case: videogiochi (compreso uno di corse, da guidare con volante e pedali della vettura), blocco di disegno, mixer di musica, browser internet, Spotify e molto altro. Perfino i video in streaming di YouTube e Netflix. Il tutto gratis il primo anno (poi, alcune funzioni online costano 10 euro al mese). Di serie ci sono anche un valido hi-fi, una doppia piastra per la ricarica wireless dei cellulari e comandi vocali evoluti: capiscono quasi tutto alla prima senza ricorrere a frasi-chiave e sono molto utili per gestire navigatore, telefono e altro mentre si è alla guida, senza passare dal display.

Alla guida della Tesla Model Y convince subito la spinta dei due motori. Sportivo anche lo sterzo, che è diretto (appena 2 giri da un estremo all’altro) e, per il tipo di veicolo, molto preciso.

Di alto livello pure le possibilità di ricarica: l’auto accetta fino a ben 250 kW di potenza dalle colonnine a corrente continua (come i più recenti Supercharger, di proprietà della casa e riservati per ora alle Tesla) e 11 kW con l’alternata.

Bene, infine, la modulabilità dell’impianto frenante. Del resto, come in tutte le Tesla, appena si preme il pedale del freno si interrompe il recupero di energia, quindi l’elettronica non deve occuparsi di gestire il passaggio fra i due, che su tutte le altre elettriche può causare una riduzione della linearità di risposta dell’impianto. In ogni caso, dischi e  pinze si usano davvero di rado, dato che non manca la funzione one-pedal che aumenta molto il freno motore (e quindi il recupero di corrente in rilascio), consentendo di guidare quasi sempre modulando il solo pedale destro.

L’inserimento della Tesla Model Y nella flotta della Power Mobility è stato agevolato grazie al contributo a fondo perduto messo a disposizione dal Fondo per lo sviluppo e la coesione ( FSC ) della Regione Lazio destinato a Micro, Piccole e Medie Imprese (Mpmi) operanti nel Lazio , che acquistano mezzi di trasporto poco impattanti.
Un bando importante perché viaggia su un doppio binario: la tutela dell’ambiente e nuovi aiuti alle sopracitate imprese che in questi mesi complicati hanno sofferto la crisi economica generata dal Covid.
Obbiettivo del bando è quello di incentivare il rinnovo del parco auto circolante , attraverso la sostituzione di veicoli vecchi con quelli elettrici, ibridi o a metano; un modo concreto per ridurre l’inquinamento e soprattutto per migliorare qualità dell’aria delle nostre città.

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